A Nicola, poi, subentrò, col passare degli anni, il figlio Camillo, che seguì le orme del padre con estrema dedizione e passione, fino anche ad ampliare il frantoio oleario stesso con l’aggiunta di superpresse, andando a costituire il così detto impianto tradizionale.
Di qui alla fine degli anni Ottanta, Camillo Staniscia passò le redini nelle mani del figlio Nicola, nipote del fondatore, il quale proseguì assiduamente l’attività agricola consegnatagli con grande esperienza, precisione e passione, non solo apportando un ulteriore ammodernamento del frantoio oleario, che da tradizionale divenne continuo con estrazione a freddo, ma anche perfezionando le tecniche di lavorazione delle olive tramandate di generazione in generazione in famiglia.
Ma non è finita qui.
Sempre nel 1937, in contemporanea con la nascita dell’impianto oleario, Nicola Staniscia si trovò a ricevere in regalo da alcuni proprietari terrieri delle arnie, che lo affascinarono a tal punto da decidere di divenire apicoltore, andando a inglobare, in seguito, l’apicoltura nella sua azienda agricola, affiancandola sia all’attività casearia che olearia.
E il resto, come si suol dire, è storia.
Come per l’impresa olearia, infatti, l’attività apistica venne trasmessa da Nicola Staniscia il fondatore al figlio Camillo, il quale poi, a sua volta, la consegnò nelle mani del proprio figlio e nipote del fondatore, Nicola.